La maggior parte delle persone che si occupano dei progetti sono individui che hanno poco a che fare con la praticità di una casa, e quindi in un attimo ecco case bellissime ma prive di spazi "di servizio", cucine stupende con sacchetti dell'immondizia nascosti negli angoli, ...
Prima di approvare un progetto bisogna fare un brain storming molto elementare ponendosi una serie di domande base:
Per esempio
- Faccio la raccolta differenziata? se sì, quanta immondizia produco mediamente in quattro giorni?
- Con che frequenza faccio il bucato? Quando stendo, quanto spazio occupo?
- Quanti elettrodomestici mobili (vaporetto, ferro da stiro, aspirapolvere,...) possiedo?
- Ho degli elettrodomestici non mobili che è poco consigliabile tenere in vista (elettrodomestici pericolosi come un'affettatrice o ingombranti come la macchina del pane o il robot da cucina)?
Ecco, ponendosi queste semplici domande (e tante altre....) è molto più facile programmare gli spazi della casa.
Per esempio noi dovremo dedicare uno spazio alle quattro pattumiere principali (che nell'appartamento attuale sono, ehm, sparse negli angoli disponibili...).
Dovremo anche pensare a dedicare una stanza allo stoccaggio dei vuoti, barattoli per marmellate, bottiglie in vetro da riusare,... sono oggetti che necessitano di uno spazio proprio.
Ovviamente tutto questo l'architetto non lo ha considerato, proponendoci subito un progetto bellissimo, ma del tutto privo di questi particolari pratici di cui necessitiamo.
Ebbene, il mio umile consiglio per chi si addentra in questo tipo di esperienza è di iniziare da subito a lavorare con i progettisti ricordandosi che loro sono esperti di edilizia, ma non della nostra vita e delle nostre esigenze, e pertanto non potranno mai soddisfarci appieno se non siamo noi i primi a presentare il nostro stile di vita e le nostre necessità.
POSTILLA: ma secondo voi, l'affettatrice in lavanderia sta proprio tanto male?



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